Il fine giustifica i mezzi…o no?

Immagina a cosa possa accadere se, nel corso di una guerra, per stanare i nemici che l’hanno invaso, nascosti tra la popolazione residente, si decida di bombardare il territorio di un Paese.

Immagina che quel territorio sia il nostro corpo, i nemici siano la malattia e quella popolazione sia paragonabile alle altre funzioni dell’organismo che non presentano alterazioni; le bombe, invece, sono i farmaci (come ad esempio antibiotici, cortisone, statine, ecc., troppo spesso somministrati senza che siano strettamente necessari); i devastanti effetti che si ripercuotono sulla popolazione che si trova ad essere nel teatro della battaglia sono assimilabili alle conseguenze negative di tali farmaci per l’organismo (e per tutto il sistema-uomo nel suo complesso).

Restando nella metafora: per la medicina allopatica la miglior difesa è l’attacco; si costruiscono armi sempre più potenti e devastanti per debellare la “malattia”; per quella olistica, il miglior attacco è la difesa: si costruiscono barriere sempre più forti.

Dato per scontato che la finalità sia quella di guarire, siamo sicuri che convenga intervenire sempre con la forza piuttosto che comprendere le cause dello squilibrio?

La natura non sbaglia

L’approccio naturopatico, nella malattia non vede mai un errore biologico, bensì uno squilibrio che comporta sintomi e disfunzioni organiche e che costituisce un normale passaggio di un processo che ha un inizio ed una fine.

In altre parole, il nostro corpo è dotato di una magnifica e potente forza curatrice innata, la Vis Medicatrix Naturae che, se correttamente sollecitata, stimolata e modulata è in grado di sanare ogni squilibrio dell’organismo.

Il nostro scopo è garantire che tale forza sanante sia costantemente in grado di emergere all’occorrenza e ricondurre all’omeostasi, o meglio ancora, all’allostasi, ovvero il raggiungimento di un nuovo stato di equilibrio migliore del precedente: rimanere stabili tramite il continuo cambiamento.

Come ci insegna il Buddha L’unica costante della vita è il cambiamento

Per cui, siamo proprio sicuri che il modo corrente di concepire la salute e la medicina siano la scelta e la soluzione migliore per noi?

Lo sapevi che già 2000 anni fa il miglior medico non era colui che curava le patologie, ma colui che aveva tutti i pazienti in salute?

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Natale Petti

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