fbpx

Il valore simbolico dell’ulivo

Gli dei prima o poi scompaiono, i templi prima o poi si svuotano e crollano,
ma gli ulivi restano vivi e danno frutti
.
(Enzo Bianchi)

 

Simbolo di forza, vigore, pace e guarigione, si legge in alcuni racconti antichi, che sotto le sue fronde siano nati anche gli dei, a testimoniare che i principi su cui gli uomini fondano la loro società nascono all’ombra di valori quali la pace e il bene che l’ulivo rappresenta.

In Egitto un’antica leggenda narra che fu Iside, divinità della Luna, della fertilità e protettrice dei defunti, nonché sorella e sposa di Osiride, dio del Sole, a donare la capacità di estrarre l’olio dalle olive. A Roma invece fu Eracle ad introdurre l’ulivo, raccolto dai confini del mondo, nel bosco consacrato a Giove, e fu Artemide ad insegnare agli uomini la sua coltivazione.

Ad Atene, sul frontone del Partenone è scolpito un episodio molto noto della mitologia greca, ovvero la creazione del primo ulivo.

La leggenda narra che era sorto tra Atena e Poseidone, dio del mare e fratello di Zeus, un dissidio per il predominio nella regione dell’Attica.

A dirimere la controversia tra le due divinità, fu chiamato Zeus, il quale, non sapendo per chi schierarsi, escogitò di sfruttare la rivalità tra i due per fare un dono prezioso agli uomini. Decise dunque che avrebbe assegnato il possesso di Atene e di tutta l’Attica a chi avesse saputo creare la cosa più utile all’umanità.

La sfida iniziò dinanzi a tutti gli dei. Poseidone, colpì con il suo tridente il suolo e da lì fece sorgere il cavallo, un animale magnifico, veloce e mai visto prima, in grado di vincere tutte le battaglie.

La sua instancabile forza sarebbe stata oltremodo utile agli umani. Atena, invece, colpì una roccia con la sua lancia e fece così nascere dalla terra il primo albero di ulivo.

I suoi frutti sarebbero stati in grado di illuminare la notte, medicare le ferite, offrire nutrimento, salute e forza alla popolazione. Zeus naturalmente scelse tra le due l’invenzione più utile agli uomini e la più pacifica. Benedì le foglie argentee e disse: «Questa pianta proteggerà una nuova città che sarà chiamata Atene da te, figlia mia. Tu donasti agli uomini l’ulivo e con esso hai donato luce, alimento e un eterno simbolo di pace» Atena divenne così la dea protettrice di Atene e padrona dell’Attica. L’ulivo da lei piantato nell’Eretteo, enorme, dritto e con le foglie d’argento, divenne il simbolo della pace e della prosperità, e assunse carattere sacro.

La forza di questo albero è al centro di un episodio famoso dell’Odissea di Omero, cantato nel XXIII libro. Penelope dopo lunghi anni ritrova Ulisse, ma per essere certa della sua identità decide di metterlo alla prova. Prima di andare a letto, ordina alla serva di spostare fuori dalla stanza il letto nuziale, che Ulisse stesso aveva costruito, intagliando e scavando un albero di ulivo e che per questo era inamovibile. Solo il vero Ulisse poteva conoscere il segreto del letto. Penelope attendeva speranzosa la risposta prima di convincersi e riabbracciarlo. Alle parole della moglie Ulisse, un po’ irritato, un po’ urtato nella sua sensibilità, risponde proprio come lei sperava:

«O donna, davvero è amara questa parola che hai detto! Chi l’ha spostato il mio letto? Sarebbe stato difficile anche a un esperto […] nessun vivente, neanche in pieno vigore, senza fatica lo sposterebbe, perché c’è un grande segreto nel letto ben fatto, che io fabbricai, e nessun altro. C’era un tronco con ricche fronde, d’olivo, dentro il cortile, florido, rigoglioso; era grosso come colonna: intorno a questo murai la stanza, finché la finii, con fitte pietre, e di sopra la copersi per bene, robuste porte ci misi, saldamente connesse. E poi troncai la chioma dell’olivo fronzuto, e il fusto sul piede sgrossai, lo squadrai con il bronzo bene e con arte, lo feci dritto a livella, ne lavorai un sostegno e tutto lo trivellai con il trapano. Così, cominciando da questo, polivo il letto, finché lo finii, ornandolo d’oro, d’argento e d’avorio».

Nell’episodio omerico ancora una volta l’ulivo è un simbolo, delle basi durevoli dell’amore tra Ulisse e Penelope, della loro unione sacra, duratura, preziosa, non scalfita dal trascorrere del tempo.

 

L’ulivo: proprietà e archetipi

In erboristeria questa pianta viene usata per le sue molteplici proprietà. Il fitocomplesso dell’ulivo ha comprovate azioni:

  • Anti-ipertensive
  • Ipocolesterolemizzanti, con aumento delle HDL e riduzione delle LDL
  • Anti-dislipidemicheantisclerotiche (depurazione dei vasi dall’eccesso di trigliceridi e riduzione della placche ateromatose)
  • Fluidificantianti-trombotiche: gli estratti di ulivo sono un’ottima prevenzione verso ictus, trombi e infarti, senza gli effetti collaterali imputabili agli anticoagulanti di sintesi.
  • Antiaritmiche: riduce notevolmente i rischi di rischi di aritmie
  • Ipoglicemizzanti
  • Antiossidanti

Tuttavia nel presente articolo mi soffermerò principalmente sul valore simbolico di questa pianta, sul suo archetipo.

Nel Medioevo esisteva una pratica chiamata “Teoria delle Segnature”, secondo la quale Dio ha posto un segno in ogni pianta che ha donato all’uomo, che se ben interpretato poteva essere indicativo per la cura di varie malattie. Non solo alle piante ma anche alle pietre l’uomo medievale attribuiva virtù terapeutiche in base al loro aspetto, secondo il procedimento dell’analogia. Ad esempio al corallo, di colore rosso intenso, era attribuita la capacità di fermare le emorragie, allo zafferano, giallo come la bile, la proprietà di proteggere il fegato. Questa concezione è ancora alla base della fitoterapia di alta qualità. Quando assumiamo un prodotto fitoterapico non assumiamo solo gli elementi che compongono la sostanza ma anche il “Processo di forze che la caratterizza e ne è il carattere”, afferma il dottor Remigio, esperto di medicina antroposofica.  La sostanza in pratica conserva la memoria (informazione) del suo gesto di nascita, di crescita, di emancipazione, di maturazione, del contesto dove essa si è sviluppata.

L’ulivo è una pianta estremamente longeva, vi sono esemplari che hanno potuto raggiungere anche i 3000 anni di età, rinnovandosi e rigenerandosi, crescendo anche in terreni molto secchi e pietrosi, non esiste una pianta che più di questa sappia rimanere impassibile dinanzi alle avversità. Anche ai giorni nostri, nonostante le estati sempre più torride, e terra, acqua e aria sempre più compromessi da inquinamenti di ogni tipo, continua a produrre i suoi frutti di immutata qualità.

Ne deriva, dopo quanto detto, che assumendo i derivati dell’Ulivo veniamo compenetrati dal suo straordinario carattere che è fatto di ForzaVitalità ed Equilibrio.

Ricordiamo che anche Il Dott. Edward Bach, ideatore degli omonimi fiori, scoprì Olive (Ulivo) nei paesi Mediterranei e lo trovò un validissimo energizzante. Sue sono le parole seguenti [] è indicato per la fatica e la stanchezza che sono conseguenti ad un surplus lavorativo non solo fisico, ma soprattutto mentale ed emotivo; è per coloro che sentono di “non farcela più” e sentono la quotidianità faticosa e priva di piacere perché si svegliano già esausti.

Gli Olive infatti sono individui con un forte senso del dovere che non riescono a staccare mentalmente e niente divora più energia della mente attanagliata da preoccupazioni e negatività.

Le qualità che l’Ulivo fa emergere, dunque, sono il recupero delle forze, che mantiene stabili, della vitalità e dell’interesse per se stessi e per la vita.

A cura di Luisella Santangelo

 

Vuoi continuare a ricevere informazioni relative al mondo della Naturopatia?

Iscriviti alla newsletter!

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.